L.R. n. 24_2015 Prevenzione Cadute dall'alto

L.R. 16 ottobre 2015 n. 24 – SICUREZZA LAVORI IN QUOTA

E’ entrata in vigore il 21 aprile 2016 la legge regionale 16 ottobre 2015, n. 24 Friuli Venezia Giulia contenente “Norme per la sicurezza dei lavori in quota e per la prevenzione di infortuni conseguenti al rischio di cadute dall’alto“, pubblicata il 21 ottobre 2015 sul BUR.

La legge viene applicata agli interventi edilizi, ove sussistano rischi di caduta dall’alto da un’altezza maggiore di 2 m misurata dal punto più elevato rispetto al piano sottostante svolti su edifici privati o pubblici.

Gli interventi edilizi subordinati alla normativa sono tutti quelli che rientrano nel campo di applicazione della Denuncia di Inizio Attività in Alternativa a Permesso di Costruire (art. 19 L.R. 19/2009), Permesso di Costruire (art. 18 L.R. 19/2009) e della Segnalazione Certificata di Inizio Attivià (art. 17 L.R. 19/2009).

Sono soggetti inoltre i seguenti interventi rientranti in attività di edilizia libera di cui all’art. 1 L.R. 19/2009:

– a bis) interventi di manutenzione straordinaria privi di rilevanza strutturale ai sensi delle leggi di settore;

– m) installazione di impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda, senza serbatoi di accumulo esterni o i cui componenti non modifichino la sagoma degli edifici stessi e la superficie dell’impianto non sia superiore a quella del tetto stesso; installazione di singoli generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro, purché non ricadenti in zona A e B0 o singoli edifici a esse equiparati, come individuate dagli strumenti;

– m bis) installazione di impianti di produzione di energia elettrica o termica da fonti rinnovabili su edifici o aree di pertinenza degli stessi all’interno delle zone destinate ad attività produttive o commerciali previste dagli strumenti urbanistici comunali.

L’elaborato da presentare viene denominato “elaborato della copertura” e si compone dei suguenti documenti:

– a) relazione tecnica di progetto in cui sono indicate le caratteristiche della copertura, l’ubicazione dei percorsi, degli accessi e delle misure di prevenzione e protezione contro il rischio di caduta dall’alto, per il transito e l’esecuzione dei lavori sulla copertura; la scelta dei dispositivi di ancoraggio contro le cadute dall’alto deve tenere in considerazione, tra l’altro, le modalità operative di svolgimento dei lavori, nonché la tipologia dei dispositivi di protezione individuale da utilizzare;

– b) planimetria, in scala adeguata, della copertura con particolare evidenza del percorso, del punto di accesso e dei sistemi di prevenzione e protezione previsti;

– c) documentazione attestante l’idoneità della struttura alle sollecitazioni provenienti dal dispositivo di ancoraggio;

– d) certificazione del fabbricante di dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto installati, secondo le norme tecniche vigenti;

– e) dichiarazione dell’installatore riguardante la corretta installazione di eventuali ancoraggi strutturali, dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto, in cui sia indicato il rispetto delle norme di buona tecnica, delle indicazioni del produttore e dei contenuti di cui alle lettere a), b) e c);

– f) manuale d’uso e manutenzione degli eventuali dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto installati;

– g) programma di manutenzione degli eventuali dispositivi di ancoraggio, linee di ancoraggio e/o ganci di sicurezza da tetto installati.

L’elaborato tecnico della copertura per le parti relative al comma 1, lettere a) e b), è redatto in fase di progettazione mentre per le parti relative alle lettere c), d), e), f), e g), del comma 1, è completato entro la fine dei lavori.

Per quanto riguarda le sanzioni, la mancata presentazione della documentazione di cui all’articolo 6, comma 1, lettere a) e b), non permette l’ottenimento dell’autorizzazione dell’inizio lavori, mentre la mancata presentazione degli elaborati di cui all’articolo 6, comma 1, lettere c), d), e), f) e g), costituisce altresì causa ostativa al rilascio del certificato di abitabilità o agibilità.

Per gli interventi rientranti nell’ Attività di Edilizia Libera di (art. 16, comma 1, lettere a bis), m) e m bis) della L.R. 19/2009) si applica la sanzione pecuniaria di € 258,00.

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